Il viaggio più bello

 

 

 

Se qualcuno dovesse chiedermi qual è stato il viaggio più bello che abbia fatto fino ad adesso, risponderei sicuramente che è stato quello post-Laurea, due lunghissime settimane in Giappone, tra grandi città e paesini più piccoli, passando dai diciotto gradi con vento e pioggia, per arrivare ai trenta gradi senza una nuvola in cielo; rimpiangendo ovviamente il fresco e capendo perché qualcuno, prima della mia partenza, aveva detto “spero per te che ci sia pioggia, fidati!”, non era una iettatura, era un augurio, ed aveva ragione....

 

 

Perché ho scelto proprio quel viaggio? Domanda che ovviamente sorge spontanea.

Sono dell’idea che ogni viaggio non viene vissuto solo una volta, lo si vive di più, due, tre, anche quattro volte e questo è quello che ho sentito più mio, quello che ho provato di più sulla pelle e non solo.

 

Tutto è nato per caso, davvero non scherzo, proprio per caso. Ci siamo laureate ad aprile, tutte assieme, abbiamo festeggiato, brindato, mangiato, sorriso, pianto, gioito, pianto ancora e poi è arrivato il momento dei saluti.

C’è chi è tornato in Emilia, chi a Pesaro, chi verso Bergamo, chi invece è rimasto più o meno in zona. Valentina aveva ancora un mese di tempo prima di ritornare nella sua Foligno, così ha deciso di organizzare un’ultima giornata milanese gustando ossibuchi e polenta, NO, mangiando sushi.

Perdonateci.

Tra una porzione di nigiri e due o tre di sashimi, ha pronunciato la fatidica frase che ha dato inizio a tutto:

 

“vorrei proprio andare in Giappone, è un po’ che ci penso,

ma nessuno ha mai voluto venire con me e mia madre da sola non mi manderà mai.”

“bhè..vengo io!”

 

Queste due semplici paroline "vengo io" e quel movimento mascella/mandibola che ha portato al suono "bhè" sono stati l'inizio della mia concreta voglia di viaggiare, di scoprire culture, cibi, tradizioni. Quel che è certo è che questa curiosità non si esaurisce nemmeno dopo l’ultimo atterraggio.

Valentina ed io siamo già a quota due mega-viaggi (come li chiama qualcuno): Giappone nel 2014 e Canada Orientale nel 2015, ma confesso che abbiamo già organizzando il terzo, tra poco si riparte, manca un giorno!

 

 

Come dicevo, questa è stata la vacanza che ho sentito più mia, questo viaggio l’ho vissuto più e più volte..

  • quando l’ho sognato ritornando a casa in treno dopo aver parlato con la mia amica,
  • quando ci sentivamo via mail per organizzare l’itinerario,
  • quando mi raccontavano che avrei assaggiato il salmone crudo a colazione, che avrei potuto fare merenda con le api caramellate, che non avrei dovuto fermarmi in mezzo al marciapiede perché dietro di me si sarebbe formata la fila,
  • quando abbiamo prenotato tutto a km di distanza,
  • quando ho visto che avrei speso molto meno di quello che avevo ipotizzato,
  • quando sono atterrata in quel posto magico e in un inglese tutto inventato hanno tentato di dirmi “Welcome to Japan”,
  • quando ho assaggiato dell’ottimo sushi pagando 21 € in due,
  • quando mi sentivo osservata positivamente, perché concretamente sono “diversa”,
  • quando per darmi delle indicazioni hanno preferito uscire dal negozio e accompagnarmi,
  • quando sono ripartita dall'aeroporto progettato da Renzo Piano,
  • quando capisci di averlo condiviso con una compagna di viaggio eccezionale,
  • quando lo ricordo sempre con piacere,
  • quando lo consiglio ad altri e per fare in modo che lo trovino meraviglioso tanto quanto me, e ancor di più, racconto loro tutti i dettagli e tutti i posti più "segreti" aggiungendo la frase: "vedrai che sarà semplicemente sensazionale!",
  • quando penso che presto o tardi ci tornerò, perché anche il mio Lui possa vedere tutto ciò con i suoi occhi e non immaginarlo semplicemente dai miei lunghissimi monologhi.

 

 

Alcuni amici mi hanno chiesto come organizzare questa vacanza, entusiasta della richiesta ho dato loro il programma di viaggio in pdf di circa 20 pagine che abbiamo seguito, stravolto, cambiato, allungato, trasformato, dilatato direttamente in loco.

Credo che pianificare una visita sia fondamentale per non arrivare a fine viaggio e avere delusioni quali “se lo avessi saputo prima”, “ah, ma questo non l’ho visto, era così vicino a dove eravamo” ecc.. Allo stesso tempo sono convinta che fare stravolgimenti al programma sia essenziale per vivere al meglio il luogo, dalla carta si impara tanto, ma le emozioni vere e personali arrivano “toccando con mano”.

 

Quindi pianifica il più possibile e poi cambia il più possibile..

 

 

Buona valigia..

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    Federica (mercoledì, 22 giugno 2016 12:43)

    Ali sono fede gamba :)
    Io anche sballo nell'organizzare i viaggi! Anche se probabilmente ci andrò fra 100 anni posso avere anche io il pdf?